logo.png
 La Clinica Veterinaria Eur Torrino offre un pronto soccorso attivo 24 ore al giorno per 365 giorni l'anno.
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button
  • Slide Title

    Write your caption here

    Button

Medicine e chirurgia animali esotici

Argomenti trattati in questa sezione:
ARRIVA UN CONIGLIO IN CASA!
CONSIGLI PER MIGLIORARE LA CONVIVENZA.
Come si “parla” con un coniglio?
Nella maggior parte dei casi si tenta di comunicare con un coniglio come si farebbe con un cane, con risultati pressochè disastrosi. Data l’innegabile ed oggettiva difficoltà di comprensione e comunicazione è fondamentale conoscere il comportamento normale del coniglio, i suoi segnali di stress, le sue manifestazioni sessuali e le sue gerarchie. Il proprietario deve imparare a riconoscere da subito i segnali di stress del proprio coniglio per essere in grado di gestire correttamente le prime esperienze sociali ed esplorative all’interno del gruppo familiare, evitando esperienze negative che potrebbero rallentare il processo di socializzazione e d’inserimento. Il leccamento delle labbra, lo sbadiglio, la postura rigida, lo sbattere il piede e lo scuotimento della testa sono segnali di stress, così come le attività di autopulizia (self-grooming) se si presentano in maniera compulsiva ed ossessiva.
 
Il “freezing” (immobilità) viene spesso confuso con un comportamento di tolleranza, mentre è costantemente accompagnato da uno stato emotivo di forte apprensione in cui il coniglio è costretto a subire gli stimoli senza poter fuggire. Questo si verifica spesso quando una persona prende in braccio un coniglietto giovane e pensa che rimanga fermo perché è felice di farsi accarezzare. In realtà in quel momento il piccolo ha una paura folle perché si ritrova ad essere sollevato dall’alto con gli arti nel vuoto e il suo istinto da “preda” gli dice che quello è un atto di predazione e presto sarà divorato. Per cui il coniglio andrebbe preso sempre dal basso, da sotto l’addome e facendo molta attenzione a dare un sostegno stabile a tutte le zampe.
Gli allevatori di conigli non manipolano mai i coniglietti, né questo avviene nei negozi di animali, per cui bisogna considerare ogni coniglietto appena adottato come un animale totalmente non socializzato. Il periodo sensibile per la socializzazione è molto molto breve ( i primi 2-3 mesi di vita) soprattutto nelle razze nane. Il proprietario dovrebbe sedersi per terra o addirittura sdraiarsi ad una certa distanza ed attirare il coniglio con bocconcini appetitosi che vengono progressivamente avvicinati alla persona man mano che il coniglio prende confidenza. Il primo contatto deve avvenire sul dorso del muso, nella zona centrale appena sotto gli occhi, perché è il punto dove i conigli si leccano quando iniziano un contatto. Meglio evitare di toccare subito il coniglio con l’intera mano, è preferibile iniziare con una o due dita e magari con movimenti lenti, costanti e circolari, che favoriscono il rilassamento rendendo piacevole il contatto. Dal muso si passerà alla testa, alla nuca ed infine il collo ed il corpo.

Una volta effettuata correttamente la prima fase di socializzazione, in cui si insegna a far apprezzare al coniglio il contatto fisico con il proprietario, è importante che il coniglio impari a fidarsi di lui, ad amarlo e a rispettarne la posizione gerarchica. Per favorire questo processo è utile che coniglio e proprietario svolgano attività diverse assieme ( giochi, percorsi ad ostacoli…..) in modo che il coniglio veda il proprietario come una fonte di risposte, come figura che dà sicurezza e come un maestro.

Una volta ottenuta una buona socializzazione e una corretta gerarchizzazione bisogna prevenire i problemi relativi alla pubertà quali la comparsa del comportamento di aggressione e di marcatura territoriale.Sicuramente è utile sia dal punto di vista comportamentale sia dal punto di vista sanitario (soprattutto nella femmina) la sterilizzazione precoce. La sterilizzazione effettuata a 4-5 mesi nel maschio e a 5-6 mesi nelle femmine può eliminare il comportamento di marcatura e quello di aggressione.
Il comportamento di aggressione territoriale e l’intolleranza periodica alle manipolazioni (tipico della gravidanza isterica nella femmina, che si presenta molto frequentemente nelle femmine non sterilizzate) non incentivano il proprietario ad interagire con il coniglio e quindi riducono le esperienze sociali proprio nel periodo in cui il coniglio rimette in discussione le esperienze effettuate da piccolo.

E’ importante inoltre che il proprietario impedisca al coniglio di montare parti del suo corpo od oggetti, poiché questo verrebbe concepito dal coniglio come accettazione da parte del partner (persona) o come autorizzazione a considerare un oggetto come partner e dunque difenderlo e gestirne i rapporti.

Infine il proprietario che desidera inserire un nuovo coniglio in un gruppo famigliare in cui ne sia già presente uno, deve effettuare i primi incontri in territorio rigorosamente neutrale, con molto spazio e vie di fuga, sempre sotto supervisione umana in modo da poter interrompere l’incontro prima di una eventuale aggressione.
 
Dott.ssa Maristella Zambelli
Medico veterinario
Socio SIVAE (Società Italiana Veterinari Animali Esotici)
IL CANARINO

Il canarino è originario delle isole atlantiche Canarie, le quali vennero chiamate così dagli antichi perché vi trovarono una razza di cani selvatici oggi estinta. La storia di questo volatile è legata alla conquista delle isole da parte degli spagnoli che catturarono esemplari selvatici e li diffusero in Europa già nel 1500.
Divenne molto popolare anche in Italia grazie alla sua facilità di addomesticamento e adattamento alla vita in cattività oltre ovviamente grazie alle sue notevoli capacità canore. La facilità con cui si riproducevano in cattività ne permise una rapida diffusione e la selezione di diverse razze. Oggi i canarini vengono distinti in 3 gruppi: canarini da canto, canarini di colore (140 varietà) e canarini di forma e posizione (30 razze). Oltre alle diverse colorazioni, i canarini variano molto nelle dimensioni: esistono razze inglesi piccole come il Fife Fancy che misura da adulto circa 10 cm coda compresa e razze giganti come il Lancashire che può superare i 20 cm.

Il canarino è il volatile domestico per antonomasia e si riproduce in cattività da secoli ma non è completamente “addomesticato”.E’ un animale sociale che tollera molto bene la vicinanza delle persone e si adatta alla perfezione alla vita casalinga ma molti soggetti se non vengono frequentemente maneggiati presentano ancora, come gli antenati, la atavica paura di qualsiasi mano si presti ad essere introdotta all’interno della gabbia. I giovani canarini possono abituarsi con l’addestramento e molta pazienza alla manipolazione da parte dell’uomo.

Adottare un canarino significa collocare una gabbia all’interno dell’abitazione in un ambiente sano e luminoso protetto dalle zanzare nelle vicinanze di una finestra. La temperatura va controllata soprattutto da evitare l’eccessivo sbalzo termico in estate e in inverno. La gabbia deve essere confortevole e misurare almeno 60 cm di lunghezza, 30 cm di larghezza e 40 cm di altezza. Per più soggetti ovviamente le dimensioni devono aumentare. Gli accessori devono essere facilmente lavabili e disinfettabili.

In commercio esistono diete a base di semi di scagliola, niger, ravizzone, panico, canapa, lino in giuste proporzioni specifiche per canarini; esse costituiscono solo la base dell’alimentazione del canarino che deve comprendere frutta fresca zuccherina, verdure fresche, uova, biscotti. I canarini consumano circa 15 grammi di cibo al giorno……una quantità decisamente notevole vista la taglia.

Il veterinario esperto di animali esotici dovrebbe sottoporre a visita medica ed esami delle feci il canarino di casa almeno una volta l’anno. I canarini frequentemente sono infestati da acari: i Knemidocoptes sono agenti della rogna delle zampe, Proctophyllodes e Siringophilus sono agenti della rogna delle penne e in più possono essere infestati anche dall’acaro rosso ematofago degli uccelli (Dermanyssus gallinae). Inoltre esistono specie di acari che vivono localizzati nelle vie respiratorie determinando l’acariasi respiratoria.

Altre malattie frequenti possono essere colibacillosi e salmonellosi, che si manifestano con sintomi gastroenterici importanti quali diarrea e aumento di volume dell’addome.
Dott.ssa Maristella Zambelli 
RETTILI NEI NOSTRI GIARDINI: LE TARTARUGHE!

Le tartarughe sono immediatamente riconoscibili per il loro “guscio”, che viene definito carapace nella sua parte superiore e piastrone nella sua parte inferiore. Tutte le specie vengono chiamate Cheloni (classe Reptilia, sottoclasse Anapsida, ordine Chelonia): i cheloni che vivono sia sulla terra sia in acqua dolce sono detti testuggini, quelli che vivono in ambiente marino sono dette tartarughe.

Tra le testuggini quella che sicuramente conosciamo meglio è la testuggine di Herman (Testudo Hermanni) che vive in Italia e lungo le coste della Spagna. In Italia si trovano altre due specie: la Testudo Greca e la Testudo Marginata, quest’ultima confinata in Sardegna.

Il carapace della Testudo Hermanni ha una colorazione tipica bruno-giallognola fino al marrone scuro. Questa testuggine si distingue dalla T. Greca per la presenza di due scudi distinti sopra la coda, in luogo di uno scudo singolo, per la presenza di un astuccio corneo all’apice della coda e per l’assenza dei tubercoli cornei ai lati delle cosce (presenti solo nella T.Greca). Le dimensioni della T. Hermanni si aggirano intorno ai 15-18 cm per le femmine, i maschi sono di norma più piccoli.

La presenza nei maschi delle tartarughe di un organo copulatore che viene estroflesso attraverso l’apertura cloacale solo durante l’accoppiamento, fa sì che la distinzione del sesso si basi esclusivamente sui caratteri sessuali secondari. Nella T. Hermanni questi ultimi sono abbastanza evidenti: i maschi possiedono una coda più lunga e con l’apertura cloacale più distante dalla base della coda, con astuccio corneo molto sviluppato. Le femmine al contrario hanno una coda piccola e corta, l’apice corneo è presente ma non evidente. Inoltre l’angolo formato dagli scudi anali del piastrone è maggiore nel maschio; lo spessore degli stessi però è maggiore nella femmina. Tutti i caratteri elencati si rendono tanto più evidenti quanto più l’esemplare si avvicina alla maturità sessuale ( in cattività 4-6 anni nel maschio, 6-9 per le femmine).

Anche questa specie come tutte le Testudo, necessita di ampi spazi all’aperto “a prova di fuga” e con possibilità di esporsi ai raggi solari diretti e di rifugiarsi all’ombra quando necessita. Le ore mattutine in genere sono dedicate alla termoregolazione, vale a dire al raggiungimento della temperatura corporea ottimale, che permette di velocizzare il metabolismo per poi cominciare la ricerca dell’alimento. Le ore più calde della giornata vengono trascorse all’ombra: l’impossibilità di godere di un riparo adeguato può portare alla morte per surriscaldamento.
L’entrata nella fase di riposo invernale invece corrisponde ad un rallentamento di tutta l’attività metabolica. Il letargo è un processo fisiologico e assolutamente naturale e serve di preparazione per affrontare la primavera e l’estate successive. Nel letargo sia esso all’aperto o al chiuso, la temperatura dovrebbe essere intorno ai 5° C, non scendere sotto i 2°C e non superare i 10°C.

La T.Hermanni è una specie quasi esclusivamente vegetariana, le essenze erbacee consumate regolarmente sono quasi tutte quelle che si trovano nei nostri giardini: trifoglio, tarassaco, erba medica, piantaggine. Frutta e bacche costituiscono una minima parte della loro dieta, non più del 10%.

La Testudo Hermanni è inserita tra le specie protette della Convenzione di Washington (C.I.T.E.S.) appendice II.
Dott.ssa Maristella Zambelli
Medico veterinario
Socio SIVAE (Società Italiana Veterinari Animali Esotici)
Titolo

In allestimento
Titolo

In allestimento
Titolo

In allestimento
Titolo

In allestimento
Share by: